Appunti storici: la Pegliese diventa… novantenne?

lunedì 19 gennaio 2009 alle 13:02 | Pubblicato su Storia | 1 commento

piccolo1Oggi inauguro una categoria “storica” per gli articoli di questo blog: nel tentativo di recuperare informazioni sul passato del calcio locale, infatti, sono finalmente riuscito a trovare notizie risalenti a prima del secondo dopoguerra, periodo in cui si è soliti datatre la nascita della Pegliese (dapprima Pubblica Assistenza Pegliese, semplicemente Pegliese dal 1953).

Tutto questo non in uno dei campionati gestiti dalla Federazione Italiana Gioco Calcio, ma bensì dall’ULIC. Vediamo di cosa si tratta.

Già negli anni precedenti alla Prima Guerra Mondiale, e soprattutto nelle grandi città del Nord Italia, il calcio si era diffuso assai velocemente, e nacque presto l’esigenza di organizzare in qualche modo le tantissime esperienze “di base”. Si trattava molto spesso di squadre di ragazzi, che giocavano in campi di fortuna, a volte addirittura senza i pali delle porte e con maglie improvvisate e diverse.

1921-12-07b_piccolo1Non avendo nulla a che fare con la Federazione, presero il nome di “indipendenti” e, succesivamente, di “liberi calciatori”.

Una prima manifestazione organizzata e regolamentata fu, nel 1914, il “Torneo dei Primi Calci”, torneo riservato agli under 17 che non avessero mai avuto una tessera federale. Si tennero qualificazioni in Piemonte, Liguria e Lombardia, con finali a Torino (fu infatti promosso dal giornale torinese “Lo Sport del Popolo”).

L’anno seguente i Comitati regionali si moltiplicarono rapidamente, ma lo scoppio della guerra bloccò tutto, con un’intera generazione reclutata per il fronte. Le società chiesero comunque alla Federazione di poter organizzare tornei autogestiti, ma con arbitri e supervisione federali. La FIGC rifiutò nettamente.

Nel 1917 nacque così l’U.L.I.C. (Unione Libera Italiana del Calcio), creata a Milano dal dr. Luigi Maranelli, che diffuse le idee “liberiste” dalle colonne di un foglio appositamente creato, il Corriere dello Sport. Le “regole” erano talmente libere, che addirittura si poteva cambiare senza problema squadra tra una settimana e l’altra (questo almeno fino al 1924/25). Non esistevano multe nè squalifiche, ma era assolutamente particolare la formula prevista in caso di azioni che avessero procurato guai fisici ad un avversario: il “colpevole” doveva stare lontano dai campi da gioco fino al completo recupero dell’infortunato!

Si trattava comunque di campionati prettamente giovanili (tranne i vari tornei di contorno, che erano aperti a tutti): la Prima Categoria era Under 21, così come la Seconda (creata nel 1919), che era però riservata a squadre riserve o esordienti. Il campionato Ragazzi era Under 16. Il titolo Campionde d’Italia ULIC fu asseganto dal 1917 al 1932.

1921-12-07c_piccoloIl declino inizò già dagli anni ’20, nei quali vennero presi i primi accordi con la Federazione, che riconobbe comunque all’ULIC un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’attività giovanile. Alla base della progressiva perdita di autonomia, vi furono certmanete anche motivi finanziari: il successo di questa formula portò al progressivo aumetare di iscrizioni e campionati, e le tasse di affiliazione (molto ridotte, anche inferiori alle 10 lire) non erano più sufficienti per coprire le spese.

Successivamente, si moltiplicarono anche i sospetti e gli scandali (giocatori maggiorenni, o addirittura pagati quali professionisti), alcune società furono radiate, e il CONI minacciò di vietare ogni attività agonistica a enti non riconosciuti.

Dal 1927 si ebbe così la “ULIC – Sezione Autonoma di Propaganda” all’interno della FIGC; i comitati locali si moltiplicarono, ma ormai l’autonomia era persa. Negli anni successivi, con la crisi di giocatori dovuta all’approssimarsi del secondo conflitto mondiale, le squadre “maggiori” saccheggiarono gran parte delle “uliciane“, provocando la scomparsa di intere società. E nel 1935 fu rimossa anche la stesa sigla ULIC (la parola “Liberi” non poteva certo essere ben digerita dal regime fascista!), rimanendo unicamente Sezione Propaganda (“antenata” degli attuali Comitati Provinciali).1921-12-20_piccolo-copia

Non sono mai esistite promozioni tra la vincitrice della Prima Categoria ULIC e l’ultimo livello (generalmente la Terza Categoria) federale, in quanto questi ultimi erano comunque campionati senza limiti di età.

Tutto questo è servito per inquadrare il contesto storico in cui ho recuperato la prima traccia di una formazione calcistica localizzata a Pegli: nel 1921, infatti, tra le partecipanti al Campionato ULIC troviamo appunto la S. G. Comunale Pegliese, o più brevemente Pegliese (vedi articoli su “Il Piccolo” di Genova). Una delle più “giovani” compagini del calcio dilettantistico genovese si scopre quindi quasi novantenne!

Alla presenza del dirigente pegliese Stefano Lupi, il 2 dicembre 1921 furono sorteggiati i due gironi in cui furono divise le dodici formazioni uliciane:
GIRONE A: Audace FBC, SG Comunale Pegliese, S. Giovanni FBC Genova, Silvio Pellico FBC, Enrico Rossi, SS Muzio Scevola Sampierdarena.
GIRONE B: Fiamma FBC, US Pastore, Nazionale Ligure Genova, SS Siberia (poi ritirata), Trionfo Genovese, Imperiale

Purtroppo i resoconti di quei campionati giovanili erano tutt’altro che costanti, e non sono riuscito a recuperare i risultati completi nè la classifica finale di quella “storica” stagione. 1922-01-09Posso citare una sconfitta (M. Scevola-Pegliese 2-0), e una vittoria (2-0 sul San Giovanni per… forfait). Non ho neppure un tabellino che riporti la formazione di quei “pionieri”, e anche G.B. Pastorino, l’unico giocatore che ha avuto il privilegio di essere citato nelle pagione del quotidiano, non compare per un gol o un pregievole gesto atletico, ma per… essere stato squalificato per “contegno scorretto e ingiurie contro l’arbitro“!!

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  1. La storia dell’U.L.I.C. l’ho scritta io su Wikipedia. Fa molto piacere vedere che qualcuno su questa base di dati ha cercato la radice della propria storia. Ho un suggerimento da dare: andate alla Biblioteca Berio e guardate la Gazzetta dello Sport. La Gazzetta dette subito spazio all’U.L.I.C. fin dal 1917 ampliandolo nel 1919 quando divenne quotidiano. C’è solo da precisare che l’autonomia l’U.L.I.C. la perse per motivi finanziari. Ogni anno aumentavano i campionati e le tasse di affiliazione (molto ridotte, non si pagava più di 10 lire all’inizio dell’anno anche perché era tutto volontariato; non si pagavano tasse arbitrali) non erano più sufficienti per coprire le spese (fino al 1925 non si doveva comprare i cartellini, non esistevano e io in 20 anni di ricerche ho visto solo quelli datati 1928-29). I miei complimenti, guardate anche il giornale “Calcio” della casa editrice Barabino e Graeve in Biblioteca Universitaria dal 1922 al 1928. Nicola


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